Gli swap, gli enti pubblici e il debito nascosto

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La puntata di Report

Cosa sono gli swap

I Comuni tra SWAP e futures: ogni medaglia ha il suo rovescio

Interrogazione
al Sindaco Marcucci del Consigliere comunale Bucciarelli

Che cosa sono gli strumenti finanziari derivati?

Cartolarizzazione, swap: le nuove parole ricorrenti della Finanza innovativa

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Agg. 19.10.2007

 

Il banco vince sempre
da Report/Rai3 - di Stefania Rimini del 14.10.07

Gli Enti pubblici hanno sempre bisogno di soldi e li trovano facendo mutui e obbligazioni. Poi si fanno sistemare i debiti dalle banche che si inventano operazioni di finanza strutturata. E così si spostano i debiti in là nel tempo e il pacco se lo ritroveranno le giunte future. Questi scherzetti poi costano cari: le banche hanno un debole per le Regioni, le Province e i Comuni, perché di solito non capiscono i rischi che corrono e non si accorgono dei costi impliciti nelle operazioni “swap”.

Gli “swap” fanno parte della famiglia dei derivati (la stessa dei derivati emessi sui mutui subprime che hanno messo in crisi le borse di mezzo mondo) e si chiamano così perché derivano il loro valore da variabili esterne. Sono strumenti complessi e rischiosi, dove chi ne sa di più lucra profitti abnormi, e chi ne sa di meno perde tutto. Pare che in Italia non si possa vivere senza i derivati perché non hanno lasciato fuori nessuno, dalla grande Regione al piccolo Comune di montagna, dalla lavanderia, al policlinico, all’istituto delle suore.

Sono almeno 30 mila le imprese private coinvolte, e 900 gli enti pubblici che ci stanno rimettendo centinaia di milioni. Siccome però nel caso degli enti pubblici passano per perdite potenziali, non vengono scritte da nessuna parte, e rimangono debiti fantasma. Per esempio all’azienda dell’Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, le banche hanno fatto assumere un rischio così elevato che i cittadini pugliesi rischiano un domani di restare senza i soldi per riparare le tubature.

Qui trovate il video e il testo integrale della puntata

Lo swap, nella finanza, appartiene alla categoria degli strumenti derivati, e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. Ad esempio A può acquistare un bond a tasso variabile e corrispondere gli interessi che percepisce a B. B, a sua volta, acquista un bond a tasso fisso, percepisce gli interessi variabili di A e gli gira gli interessi a tasso fisso. Questa struttura (chiamata IRS, cioè interest rate swap) può essere utile per immunizzarsi da fluttuazioni di mercato o gestire fondi comuni.

Nei bilanci degli Enti locali, una delle voci di rilievo è probabilmente quella relativa al capitale ed agli interessi in scadenza sulle varie forme di debito contratte. Tale voce, rappresenta nondimeno un elemento di incertezza, essendo il citato indebitamento il più delle volte soggetto (in varia misura) alle condizioni fissate dal mercato, e quindi esposto a tutte le possibili crisi ed endemiche oscillazioni. Prime fra tutte quelle legate all'andamento dei tassi d'interesse.

L'autonomia finanziaria riconosciuta ai Comuni dalla riforma del Titolo V della Costituzione permette tuttavia oggi anche la gestione di tali variabili. Permette in altre parole la gestione del debito pubblico come strumento di finanza pubblica, teso alla costante contrazione delle voci passive di bilancio. Da un punto di vista operativo, gli strumenti per la gestione "attiva" del debito sono resi disponibili dalla "finanza innovativa" o "derivata", Se, per un verso, tali strumenti possono effettivamente rappresentare delle opportunità di riduzione dei costi dell'indebitamento, d'altro canto, se non correttamente utilizzati (o, peggio ancora, compresi) essi si possono trasformare anche in veri e propri disastri finanziari. Infatti le esperienze fatte, anche da parte di qualche grande Comune, non sempre si sono rivelate positive.

 

Riportiamo il testo dell'interrogazione fatta al Sindaco Marcucci del Consigliere comunale Bucciarelli ( Forza Italia)

Signor Sindaco,
considerato che, con la delibera n° 252 del 04/06/2002 la Giunta Municipale ha approvato un piano di rimodulazione del debito attraverso la conclusione di corrispondenti operazioni di Interest Rate Swap, con la delibera n° 444 del 25/07/2003 la Giunta Municipale deliberava la revisione del piano di rimodulazione del debito..... con la delibera n° 355 del 28/05/02004 la Giunta Municipale deliberava le operazioni in strumenti derivati per la ristrutturazione del debito, allo scopo di ottimizzare i flussi per interessi pagati, sulla base dei dati relativi al debito residuo di € 17.640.904,15 a scadenza finale 31/12/2016, e di € 28.541.939,00 scadenza finale 31/12/2014 certificati dal Comune disponendo di avvalersi delle proposte presentate da UniCredit Banca Mobiliare Spa. Vista la nota della Corte dei Conti al Comune di Viareggio, riguardante il piano di rimodulazione del debito negli anni 2004 e/o 2005, che rileva tali operazioni non pongono sufficienti ripari da eventuali consistenti rialzi dei tassi di interesse, (puntualmente verificati) raccomandando all’Ente di prestare la massima prudenza nell’uso degli “swap” in quanto caratterizzati da un elevato grado di rischiosità. La interroga al fine di sapere:
1. a quanto ammontano effettivamente i debiti del Comune di Viareggio ad oggi?
2. Per quanto tempo è previsto il ripiano del debito?
3. Quali e quante sono le operazioni di questo genere intraprese?
4. Con quali istituti di credito sono state poste in essere e in che modo sono stati scelti?
5. Come sono stati individuati gli Advisor?
6. Quali sono gli scopi da perseguire ed i criteri di contabilizzazione?

Richiede risposta scritta ai sensi Art.26, comma 3, del Regolamento del Consiglio Comunale
Roberto Bucciarelli Capo Gruppo Forza Italia

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