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!cid_71F60500E30249E6958FA99A694AE74E@admin29eb16ea7La gioia ed il dolore sono due sentimenti che non possono prescindere l’uno dall’altro.
Ma la vita ha bisogno di carica positiva,  costruire e non distruggere.
Domenica 7 Marzo tutti noi ed i nostri amici (sperando di averne sempre di più) festeggeremo il risultato POSITIVO di un anno di lavoro.
Questo però non può farci dimenticare i dolori della vita, per questo abbiamo pensato di renderci utili anche nel nostro piccolo organizzando un’ Asta di vari oggetti a Noi cari e che sono stati necessari ed utili per il raggiungimento della GIOIA.
L’amico Stefano Pasquinucci sarà il battitore d’asta durante la festa di domenica e la somma raccolta verrà devoluta alla Croce Verde per aiutare e non dimenticare quello che è avvenuto a Viareggio quel maledetto 29 Giugno.
Per questo ci priveremo volentieri di oggetti tipo:

  • Modellino scultoreo del carro “LA PACE” realizzato insieme all’amico Dario Fo
  • modellino testa carro “IL CANNIBALE”
  • modellino testa carro “FAR FINTA DI ESSERE SANI” con prova movimento (OBAMA)
  • vari Ns Bozzetti a colori di carri e scenografie
  • particolari del carro, felpe
  • e tanto altro ancora.

Sappiamo di non poter risolvere tutti i problemi, ma ci piace ricordare una frase che ci disse Dario Fo durante la costruzione del carro “LA PACE”.

“SE CON IL NOSTRO GRIDO AVESSIMO SALVATO ANCHE UNA SOLA VITA..
POTREMMO DIRE DI AVER SALVATO IL MONDO INTERO..”

Umberto e Stefano Cinquini


Ed è sempre guerra tra le esigenze dei poveri e i lustrini del Carnevale. La Giunta ha deliberato l’ ultima tranche di contributo per la Fondazione, 400mila Euro, necessari a saldare le spettanze ai carristi. Ma i sindacati minacciano la mobilitazione generale perchè non ci sono i soldi per i contributi sociali per i poveri. << Lunedì scorso, nell’ incontro col Sindaco Lunardini, l’ Assessore Fantoni e la dirigente del Sociale Tazzioli- afferma il segretario della Camera del Lavoro Andrea Antonioli- è emersa l’ esigenza documentata di assegnare 80mila euro aggiuntivi al mese al sociale per i contributi economici dell’ emergenza sfratti. e anche la necessità che la Giunta entro il 20 febbraio confermasse le risorse vecchie integrandole con quelle nuove, perhè il Comune deve rispondere entro 60 giorni alle domande pervenute. Noi abbiamo sostenuto l’ esigenza che il Comune sciogliesse queto nodo prima di affrontare il bilanco 2010, perchè queste persone aspettano i contributi per mangiare. Stamani ho già ricevuto due telefonate di cittadini in difficoltà che non hanno ancora ricevuto nulla. Ho verificato e il segretario sociale dice di non avere ancora disposizioni dalla Giunta. Ma venerdì, senza nemmeno aspettare il dato degli incassi dell’ ultimo corso di Carnevale che sono stati molto consistenti m al Giunta ha stanziato 400mila euro per la Fondazione. Spero dunque che abbia anche ottemperato all’ impegno di dare risposta al sociale. Se così non fosse- e per ora non lo è; Ndr- è grave-, perchè vuol dire che ci sono spese che si pagano in anticipo. Non ce l’ ho col Carnevale e i carristi, ma la Giunta avrebbe potuto aspettare l’ incasso finale. Dall’ altra parte ci sono invece le persone che non hanno nulla da mangiare, e girano per il Comune cercando disperatamente una qualche risposta. L’ auspicio è che per mercoledì, quando incontreremo di nuovo il sindaco per il bilancio, come prima cosa ci dia comunicazione della delibera di Giunta con cui coprono le spese urgenti del sociale. Altrimenti assumeremo delle iniziative adeguate di mobilitazione: decideremo mercoledì, unitariamente tra tutte le siglie sindacali, in base alla risposta del sindaco Lunardini><. La CGIL contesta anche la gestione del bando per le case del Tabarracci da parte della Patrimonio SrL, e profetizza ricorsi al Tar che allungheranno i tempi a dismisura.

Fonte: Art. B.N. “La Nazione”


Riceviamo e pubblichiamo volentieri:bello scontro non c’è che dire…

Articolo apparso sul “IL GIORNALE” firmato E.S.

Roma – Quest’anno pareva che ce la si facesse. A un certo punto sarebbe bastato un niente, un soffio ancora e via. Spazzato via. Invece le speranze di non assistere al solito spettacolo, come tutti i bei sogni, erano crollate all’alba del 5 gennaio scorso, un bigio martedì non grasso. Il dispaccio era piombato nelle redazioni con quel vago tono minaccioso riservato agli eventi inutili, impossibili, dunque ineluttabili.

Gongolava il presidente dell’Apt viareggina, annunciando che «con grande piacere anche il Carnevale di Viareggio 2010 sarà protagonista della diretta della terza rete… un risultato reso possibile grazie all’entusiastico impegno del caporedattore del Tgr Toscana, che ha ottenuto di inserire nel palinsesto di RaiTre oltre un’ora di diretta…». Basta: fallito il piano «a», s’era comunque pronti a tutto. Persino a sorbirsi per l’ennesima volta quell’allegria di cartapesta che fa tristezza già nei 120 secondi dei rituali servizi del Tg, figurarsi per un’ora e passa. Nessun malanimo, per carità: anche se è chiaro che una festa alla quale non si partecipa, che non sembra divertire neppure quelli che stanno al freddo in piazza – per di più sbirciata al di qua del tubo catodico – è uno di quei piccoli eventi capaci di metterti di pessimo umore in un batter d’occhi.
Epperò. La tradizione val bene una messa, e quella dei carri viareggini resta una «nicchia» per un pubblico particolare, un piccolo vanto da tutelare, specie da quando i latin lovers del Forte sono specie estinta (e la dolce vita di Bussola e dintorni svanita con essi). Consumato e accettato con vigore lo «strappo» al palinsesto di Raitre in nome del Soviet Supremo Toscano – compagni in estinzione quanto i latin lovers – ecco comparire in tivù i «carristi». Per i lettori di una certa esperienza, il termine già racchiuderebbe annessi e connessi, essendo l’affettuoso termine «carristi» assegnato a tutti quei compagni trinariciuti che, negli anni Quaranta-Cinquanta-Sessanta, considerarono salutari scampagnate gli «sconfinamenti» dei carri armati russi in Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia. Nulla a che vedere con i «carristi» viareggini sfilati in tivù, cioè i costruttori dei carri della sfilata. Salvo che per le loro barbe alla Fidel e i loro discorsi fatalmente e politicamente «corretti».

La noia avrebbe avuto partita vinta, se l’inizio del corteo non avesse aggiunto al tedio e al malumore anche un’insopprimibile ventata di tristezza. Ecco il carro «Machinarius», che ricorda l’alienazione operaia; quello per l’amicizia italo-cinese con il banalissimo dragone; l’«Alfabeto apocalittico», compendio di tetre citazioni letterarie. Si aspetta la politica, che in Italia tiene di buonumore: ma invece sfila il classico carro anti-Berlusca, e un altro che raffigura il premier come «Edward mani di forbice» (film gothic-noir di Tim Burton), e poi un terzo che lo vede sultano tra le baiadere, e quindi albero di fico, e poi Gobbo di Notre-Dame», e quindi Casanova…

Una vera ossessione: ovunque il capo del governo e i suoi ministri. Alfano e Brunetta, Bossi e Maroni, la Gelmini e Tremonti. C’è il carro con il presidente della Camera Fini, che scruta i lavori parlamentari con una cinepresa e perciò viene definito Cameraman (che calembour!). Un’orgia di fantasia sfrenata (si fa per dire) che accresce l’ansia per i buffi personaggi dell’opposizione. Anzi: della sinistra, che da queste parti la fa da padrone e dunque sarebbe oggetto prelibato di una satira burlesca. Scorre il presidente Napolitano che fa il Coniglio bianco di Alice nel paese delle meraviglie (che sberleffo!), e il presidente americano Obama raffigurato come Superman che salva la statua della Libertà in gramaglie (che coraggio!).Alla fine non si vedono né Bersani, né D’Alema, né la Bindi né Veltroni, né il sindaco fiorentino. Neppure uno straccio di Franceschini, un Beppefioroni, nulla, nisba. Grigiore s’unisce a grigiore, il politically correct sprofonda sotto due tonnellate di noia, l’ideologia si fa beffe della fantasia. Un deserto privo di gioia, che porta il decano dei «carristi», Arnaldo Galli, a rimpiangere Andreotti e a spiegare tra il lusco e il brusco sulla sparizione della sinistra dal Carnevale: «Perché? Perché è sparita in sé: punto e basta». Nulla da obbiettare, amen. A farci ridere ci pensano tutto l’anno, meglio non esagerare.

Risposta del presidente Maglione:

Il Presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio Giovanni Maglione, replica al giornalista del quotidiano  Il Giornale,  Roberto Scafuri, in merito all’articolo pubblicato oggi giovedì 18 febbraio. Gentile Roberto Scafuri,  ho letto con grande stupore il suo articolo apparso su il Giornale di oggi nel quale ho riscontrato tali e  tanti  abbagli da non credere che fosse  pubblicato  su un quotidiano del quale sono un assiduo lettore da 32 anni.

Per prima cosa mi corre l’obbligo di precisare che non c’è stato alcuno stravolgimento del palinsesto della terza rete  Rai  in quanto è da ben 5 anni che lo spettacolo del Carnevale di Viareggio è inserito a pieno titolo nella programmazione Rai,   il martedì grasso,  per un’ora di diretta. In merito poi alle sue considerazioni a proposito di “una festa alla quale non si partecipa” mi consenta di darle qualche numero:

- oltre 2 milioni di incasso da botteghino (lo scorso anno sono stati esattamente 2. 217.000,00 )
- 28.480 abbonati (più di una grande  squadra di calcio)
- € 503.000,00  (OLTRE MEZZO MILIONE DI EURO!!!!) L’INCASSO DI UNA SOLA SFILATA

E credo proprio che questi non siano numeri da “piccolo evento” !!!! Sarei comunque curioso di  conoscere i suoi numeri di riferimento per definire una manifestazione “grande evento”.  Il Carnevale di Viareggio richiama ogni anno per le sue tradizionali sfilate circa 800.000 spettatori che a differenza di quanto lei pensi, arrivano dall’Europa e da tutta Italia per assistere allo spettacolo la cui verve resta inossidabile. Quanto poi alla satira, beh!     Il Carnevale di Viareggio ha sempre fatto della satira politica e di costume la sua bandiera, l’elemento caratterizzante ed identificativo nel corso della sua prestigiosa storia.

I grandi interpreti della scena politica nazionale ed internazionale,  da tempo immemorabile,  costituiscono uno degli obiettivi principali dell’arguta satira che i maghi della cartapesta nel nostro Carnevale mettono ogni anno in vetrina. Essere sul carro significa quindi essere uno dei protagonisti quanto meno della cronaca del nostro Paese se non addirittura della sua storia. I grandi politici ne sono contenti e in molti casi si “confrontano” personalmente con il proprio alter ego in cartapesta. A questo proposito infatti vorrei invitarla a trascorrere una giornata a Viareggio, nel nostro Museo e Centro studi (forse un giorno non basta !) per scorrere insieme la storia dei  nostri amati e stimati carristi  (e poi a Viareggio ci piace chiamarli così e loro ne sono orgogliosi !)  Una storia di 137 anni nel corso della quale sono stati  presi di mira tutti gli uomini potenti e loro, i nostri  i carristi , sono riusciti a farlo  con straordinaria intelligenza, così come continuano a farlo oggi.

Certo che tali argomentazioni la convinceranno a venire a Viareggio per l’ultima straordinaria sfilata di domenica 21 febbraio e,   ancor più certo,  che si divertirà tantissimo, con molti cordiali saluti

Giovanni Angiolo Maglione
Presidente Fondazione Carnevale di Viareggio


LA STANGATA DELL’ACQUA

Riceviamo e pubblichiamo:

h2OA: Presidente Regione Toscana.
A: Presidente Provincia di Lucca.
A: Sindaco di Viareggio.
A: Consiglio Amministrazione A.A.T.O. 1 Nord.

e, p.c.

Il giornale il Tirreno, redazione della versilia.

Il sottoscritto, proprietario di una piccola seconda casa nel territorio del comune di Viareggio,chiedo ai Signori politici e Amministratori in indirizzo, come sia possibile far pagare l’acqua del rubinetto, bene primario per ogni essere vivente e nel caso specifico anche in regime di monopolio oltre 15 lire a litro.

Ricordo ai lor Signori, che gli oneri di urbanizzazione sono stati già pagati a suo tempo.
Inoltre la carta del servizio idrico integrato all’Art. 2 prevede:

2 – Principi fondamentali
G.A.I.A. basa il suo rapporto con i cittadini-Utenti sui seguenti principi generali:

2.1 Eguaglianza ed imparzialità di trattamento
L’erogazione del Servizio Idrico Integrato si basa sul principio di eguaglianza dei diritti degli Utenti.
Le regole riguardanti i rapporti tra G.A.I.A. e gli Utenti prescindono da differenze di sesso, razza,
lingua, religione ed opinioni politiche. Deve essere garantita la parità di trattamento degli Utenti, a
parità di condizioni impiantistico-funzionali, nell’ambito di tutto il territorio di competenza.
G.A.I.A. si impegna, in particolare, a prestare particolare attenzione nei confronti dei soggetti
portatori di handicap, anziani e cittadini-Utenti appartenenti alle fasce sociali più deboli.
G.A.I.A. si impegna ad agire, nei confronti degli Utenti, in modo obiettivo, giusto ed imparziale.

Personalmente ritengo moralmente giusto è corretto che le fasce deboli vadano protette. Ma non tutti i residenti sono deboli, e allora perchè tanta differenza?

Aspetto su queste pagine che qualcuno mi convinca sulla correttezza giuridica e morale di questa abnorme differenza di trattamento. Il fatto di possedere una seconda casa non giustifica affatto pagare l’acqua 7 sette euro a MC.

Ringrazio la giornalista del Tirreno per aver dato la notizia di questi aumenti,però la notizia era incompleta perchè gli aumenti del 2010 non riguardavano soltanto le prime case, la notizia precisa è che riguardano sopratutto le seconde case.

Ritengo che questa sia una battaglia contro questi Amministratori, da combattere con tutti i mezzi e riguarda TUTTI i cittadini, questo scritto lo riporterò su questo Blog di Viareggiok tutti i giorni fino a quando qualcuno mi convincerà che la tariffa giusta da pagare è questa ( 7 EURO a MC. = Oltre 15 lire a litro)
Saluti Gianni.


PARLA ancora MORETTI

prove tecniche 022(ASCA) – Roma, 2 feb – ”Alla data del primo febbraio, cioe’ ieri, sono pervenute agli uffici delle assicurazioni 59 richieste di risarcimento da parte dei familiari delle vittime, 176 richieste di ristoro per danni personali e danni a cose”. E’ quanto ha annunciato nel corso di un’audizione in commissione Lavori pubblici del Senato sul disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno scorso l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, precisando anche che ”alcune di queste richieste sono gia’ state liquidate e altre sono in via di definizione”. Tra queste ultime una relativa ad un ferito grave ancora ricoverato, mentre sono state effettuate due perizie medico legali per situazioni invalidanti. Moretti ha anche tenuto a rinnovare ”le scuse e le condoglianze” dell’azienda nei confronti dei familiari delle vittime e dei feriti, lamentando che ”alcuni giornali continuano a scrivere che non abbiamo mai chiesto scusa per quanto accaduto”


libecciataDa ViareggioK:” Il Tribunale di Firenze, in attesa dell’udienza fissata per il 31 marzo, ha inibito la Fondazione Carnevale ad usare il nome “Libecciata” per la nuova banda che ha esordito ufficialmente il 30 gennaio scorso. Un provvedimento che è conseguenza della richiesta formulata da Patrizia Lippi, presidente dell’Associazione “La Libecciata” e che se non rispettato potrebbe costare alla Fondazione 5000 euro ad uscita.”

In pieno svolgimento dell’edizione 2010 del Carnevale di Viareggio si fa un’azione del genere?Ma quanto si ama veramente questo carnevale?Ma quanto si ama veramente questa città?Ma quanto è veramente governabile questa città?


Impianto di stoccaggio alla Migliarina

Riceviamo e pubblichiamo:

Impianto di stoccaggio e prima lavorazione di rifiuti differenziati e speciali compresi tossici e nocivi che, da progetto di Marcucciana memoria e abbracciato dall¹attuale amministrazione , Sea vuole costruire alla Migliarina

Prima di parlare di impianti di stoccaggio in questa zona, lancerei un appello, a chi è di competenza, per fare un censimento su i decessi per tumore nel quartiere Migliarina negli ultimi anni. Secondo me siamo a stime già allarmanti. E parlo anche per esperienza personale. Nella mia famiglia, 3 casi di tumore all’intestino nel giro di tre anni circa, tre persone di età diverse. Per non parlare dei vicini di casa e di quartiere. Non voglio fare allarmismi, ma si è mai fatto una stima fino ad ora?

Visto come vengono realizzati quasi di nascosto alla popolazione, progetti così invasivi per la salute ed il territorio, mi
chiedo se c’è anche qualcosa di altro che dobbiamo sapere. Forse la mia domanda nasce da una particolare sensibilità all’argomento, visto la situazione familiare, ma questa domanda, scusate, mi sorge spontanea. A Viareggio, ci stiamo lentamente avvelenando o no? E se si, perchè?

Grazie per una gentile risposta di chi ne sa più di me.
Cordiali saluti

Stefania Santini


giornale-onde-liberePubblico volentieri un articolo di Marri apparso il 2 giugno 2008  su Megachip.
Mi sembra adattoper questi tempi bui della politica italiana e viareggina,
Il titolo era “La politica dei comitati cittadini: ecco da dove ripartire”.
Le ideologie hanno perso attrattiva persino per i più giovani, mentre gli ultimi idealisti in estinzione tendono inconsapevolmente ad autoghettizzarsi. I tassi di scolarizzazione del popolo italiano risultano tra gli ultimi posti a livello europeo, la religione riconquista spazi e la cultura precipita nell’obsoleto. L’inflazione divora il potere d’acquisto delle famiglie, ma tutti sono già pronti a sedersi e a godersi i nuovi europei di calcio. Le morti bianche cominciano a non fare più notizia, Berlusconi ricomincia con i soliti colpi di spugna per preservare i propri interessi.

Sembra un film visto e rivisto, o meglio un libro letto e riletto. Ma nel frattempo qualcosa in Italia è cambiato veramente. E non nel potere gerontocratico. Che si chiami Andreotti o Berlusconi, la sostanza rimane tale quale. Con il secondo solo più arrogante nell’evidenza dei suoi soprusi.

L’Italia è cambiata ma nel suo Dna. Nel suo modo di porsi nei confronti dell’altro. Che sia questo il vicino di casa, il compagno di scuola, il collega o il negoziante, sembriamo sempre di più alla ricerca di nemici a cui affibiare colpe. Per porre muri che ci separino dal diverso, perchè questa dicono sia la soluzione.

Il momento di fidarsi di chi non si conosce, di chi promette qualcosa, di chi dice di difendere i tuoi interessi, è passato. La rappresentanza ha fallito e gli effetti di questo fallimento sono come un’onda anomala che travolge le persone a partire dalla più semplice quotidianità. Dove è più facile cogliere il rom che ti chiede l’elemosina, il rumeno che ti importuna con le rose o il nero che cerca di venderti griffe contraffatte.

La libertà non viene più misurata in qualità e rispetto dei diritti civili, ma è diventata libertà di consumo. “L’Italia è una Repubblica democratica basata sul consumo”. Questo recita l’articolo 1 della nuova costituzione italiana. Ed è così che chi vende a minor prezzo vince, come ha fatto nuovamente Berlusconi.

Di fronte a una realtà così traumatica, sembrano però fiorire esperienze totalmente spontanee, che nella forma non amano ricoprirsi di una contestualizzazione politica, ma che invece nella sostanza reclamano il rispetto di quelle libertà civili che troppi hanno già scordato e sono pronti a sacrificare non conoscendone i significati.

I comitati cittadini invece sorgono da necessità e punti di vista comuni: subendo direttamente la stessa ingiustizia, le persone acquistano coscienza di sé e del mondo e decidono di mettersi in gioco in nome del cambiamento. Cominciando proprio da battaglie che riguardano loro stessi, il loro quartiere, la loro città. Con quella sana e inconsapevole voglia di politica che ha abbandonato il Parlamento italiano da molti anni, se non proprio sul nascere.

La speranza sarebbe proprio quella di ricominciare da lì e  fondere nuovamente i più svariati intenti al grido di un’ unica voce che reclami libertà e uguaglianza in nome del bene comune.

Alessio Marri,   giugno 2008


LE DIMISSIONI DI RENZO PIERACCINI

renzo2Caro Renzo,

per te bastano poche parole e, sopratutto, sincere.

Ieri sera, io ero con te e tutto il mio gruppo di ONDE LIBERE per darti una mano allo svolgimento corretto della cerimonia di apertura.Ad un certo punto della serata, verso la fine, ci hai mollato lì sul palco come degli imbecilli a finire un lavoro di cui tu eri l’unico regista e referente.

Beh, Renzo, non te ne avere a male, non si fa così se non altro per rispetto a chi, gratuitamente, in un clima quasi siberiano, era lì con il solo scopo di contribuire alla manifestazione, così,  per passione.

Sai, alla fine poi in qualche maniera abbiamo fatto anche senza di te dimostrando, come se ce ne fosse bisogno, che tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile.

Non entro nel merito se lo spettacolo era  bello, o noioso o di spessore internazionale o troppo lungo.I bilanci si fanno in fondo ed ora siamo solo all’inizio di questa attesa e desiderata manifestazione.

La mia domanda è un’altra e ci devi rispondere, ce lo devi.

  • Se hai dato le dimissioni praticamente in piazza Mazzini perchè hai avuto critiche pesanti durante lo spettacolo e quindi, esasperato da queste  e dalla stanchezza accumulata, beh, allora falla finita, ingolla amaro e torna nei ranghi fine alla fine del carnevale perchè abbiamo bisogno di te.La resa dei conti all’OK CORRAL la farete nelle segrete stanze della  Fondazione e della politica dopo il 21 febbraio.
  • Se invece ti sei dimesso per altri motivi, gravi, imputabili alla attuale gestione Maglione del Carnevale, fatti motivi  che noi non conosciamo ma che vorremmo sapere, beh, allora sbatti la porta e stanne pure fuori  ma alla fine di questa manifestazione DEVI parlare e devi denunciare ciò che non va.Per Viareggio ed il suo Carnevale.

In attesa di una tua risposta,

ti saluto,

Luigi Miliani

un re carnevale niente male…


bambin-gesu-resina-sc0127Carissimo Bambin Gesù,

ormai è di moda scriverti una letterina.Te l’han scritta tutti, anco Di Pietro, quindi lo posso fa’ anch’io.

Anco quest’anno ci hai fatto il miracolo di nascere in mezzo a noi.A Viareggio, nella nostra bella-povera città.Ti è toccato nascere in Piazza Mazzini.Insieme a tutte quelle belle statue lucchesi…ma perchè guardino tutte in terra?Han perso qualcosa?

Hai avuto anco un fottìo di fortuna perchè se nascevi qualche giorno prima colla neve…altro che bue e l’asino!Ti ci voleva una stufa da ride’ per riscaldatti come si deve…

Quest’anno poi t’hanno messo fronte mare così almeno senti di più il salmastro del mare e, male un ti fa, da retta.Oddio gli addobbi intorno fanno un po’ rece, è vero.Sembrino govoni di pattume lasciati dopo un veglione di ‘briai  ma è il pensiero che conta.Gli operai ci hanno messo anco il bigliettino.Il problema non è la buona volontà.Sai a dirige’ tutto l’ambaradan ci s’è misso il nuovo assessore, il 15° o il sedicesimo, un lo so, ho perso il conto.Si chiama Pastechi.Sta tranquillo ‘un n’è il diavule anzi è un brav’uomo anche se colleziona più avvisi di garanzia di Clemente Fuffaro.Ma d’altronde nessun è perfetto:basta guardà come si veste.

Vedi Bambin Gesù, te lo sai, quando qualcuno piglia la penna in mano e ti scrive ‘un lo fa per farti gli auguri.

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