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TU RICLI E IO TI RICARICO

 

Riceviamo e pubblichiamo.

A Napoli arrivano degli speciali compattatori che, in funzione della quantità di plastica da riciclare inserita da ogni utente, erogano un buono per una ricarica telefonica


Tu ricicli, io ti ricarico

Napoli prende spunto da alcuni modelli nordeuropei e a Chiaia, quartiere chic e commerciale della città partenopea, spuntano delle macchine speciali. Le chiamano compattatrici e il loro funzionamento è semplice. Si inserisce la plastica da riciclare e in funzione della quantità che ciascuno “compatta” la macchina eroga uno scontrino attraverso cui ottenere una ricarica telefonica.

L’iniziativa, che certo non piace ai puristi del riciclo e dell’approccio consapevole alla questione ambientale, è condotta dalla Prima Municipalità in accordo col la società RD Italia, che ha installato le macchine in giro per il quartiere, principalmente nei pressi dei centri commerciali.

La Prima Municipalità ha anche comunicato che qualora si ottenessero dei buoni risultati in termini di riciclo, l’iniziativa sarà estesa ad altri punti vendita del quartiere.

Stupiti? Certo, anche se visto l’uso spasmodico del telefonino, si tratta di un incentivo forte in aiuto alla raccolta differenziata, che a Napoli continua a non decollare.

Lo dimostra il dato emerso da Ecosistema Urbano, il rapporto annuale di Legambiente che ha evidenziato come sul totale dei rifiuti urbani solo l’11% viene riciclato compiutamente, contro il 27% della media italiana.

L’idea, comunque, non è nuova. Da tempo negli Stati Uniti e in alcuni Paesi scandinavi è facile incontrare persone che portano alle macchinette i loro rifiuti, per ottenere l’incentivo.

Ultimamente Budapest è entrata in questo giro di iniziative, dando piccole somme di denaro a chi ricicla le bottiglie di vetro e anche Atene, che ha avuto qualche settimana fa enormi problemi per lo smaltimento dei rifiuti a causa di uno sciopero degli operatori ecologici, ha installato le macchine compattatrici che restituiscono crediti per la spesa a chi ricicla vetro, plastica, carta e anche pile scariche e altri prodotti molto inquinanti.

Nel lungo termine, anche grazie a questi macchinari, ci si può porre il duplice obiettivo di incrementare la cultura del riciclo e del rispetto ambientale nel popolo italiano, ma anche di sostituire i cassonetti, che ingombrano e sono poco gradevoli

2 commenti »

  1. Di Luca Guidi, 25 febbraio 2010 alle ore 14:03

  2. Di rebecca, 25 febbraio 2010 alle ore 14:13

     

    Riceviamo e pubblichiamo:
    Diversi studi hanno dimostrato che andare in bici fa bene alla salute:
    > Aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari. Secondo la famosa British medical association, pedalando mezzo’ora al giorno il rischio si riduce del 50%. Abituandosi progressivamente allo sforzo, il cuore batte meno velocemente, i polmoni sono ventilati e i muscoli ossigenati.
    > Migliora il metabolismo. Come tutte le attività di resistenza, cioè moderate, regolari e di lunga durata, il ciclismo facilita la digestione, l’irrigazione sanguigna del cervello e l’attività muscolare.
    > Protegge le aricolazioni. In bicicletta contrariamente a molti altri sport, non si deve reggere il peso del corpo. E’ quindi l’attività ideale per le persone in sovrappeso che vogliono riprendere un’attività fisica, per i bambini le cui ossa si stanno ancora sviluppando, e per le persone anziane, che hanno le articolazioni fragili.
    > Risvegli a sensi. Grazie al contatto con l’ambiente circostante e la natura, il ciclista sviluppa l’udito (spettro sonoro vario), la vista (campo visivo senza ostacoli), il tatto (accelerazioni e frenate) e l’odorato (respirazione sostenuta).
    http://www.alfemminile.com/mag/forma/d1889/c49047.html

    Della seire hai voluto la bicicletta… ora pedala!!! :D

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